Gruppo in Psicologia

IL LAVORO di GRUPPO in PSICOLOGIA  

(segue dalla pagina Lavoro di Gruppo)

Noi sappiamo bene che l’essere umano si “nutre” di relazioni.

Lavoro di gruppo in psicologia: la ricerca di Wundt, fonte: http://psy.uniklinikum-leipzig.de/eng/geschi-e.htm, Da Wikimedia Commons
Gruppo di ricerca di Wundt, 1880 circa, autore sconosciuto, fonte: http://psy.uniklinikum-leipzig.de/eng/geschi-e.htm, Da Wikimedia Commons

Il nostro benessere psicofisico è sempre e comunque condizionato dalle nostre abilità e predisposizioni sociali.

Vediamo come alcuni studiosi hanno considerato , nel tempo, l’aspetto dei rapporti interpersonali e del lavoro di gruppo in psicologia e non.

D.A. Hamburg

D.A. Hamburg (in “Emotions in Perspective of Human Evolution”, in P.Knapp, ed. Expressions of the Emotions of Man – New York : International Universities Press, 1963) ha sottolineato che nello studio delle civiltà umane primitive sono emersi dei dati attendibili sul fatto che l’uomo è sempre vissuto in gruppi caratterizzati da rapporti intensi e duraturi. Dei legami adattivi in senso evoluzionistico senza i quali non sarebbe stata possibile la sopravvivenza dell’individuo né della specie.

 

W.Goldschmidt

W.Goldschmidt ci dice che: “l’uomo è per natura coinvolto nella vita sociale ed è quindi inevitabilmente preso dal dilemma tra il badare ai propri interessi  e il riconoscere quelli del gruppo al quale appartiene…..dal bisogno di un affetto positivo deriva che tutti desiderano ardentemente una corrispondenza dal proprio ambiente umano…..nelle varie condizioni si può esprimere come desiderio di contatto,  di riconoscimento e accettazione, di approvazione, di stima o di supremazia…”.

 William James

Come ribadisce William James (The Principles of Psichology, vol.1, New York: Henry Holt- 1890) “non solo siamo animali sociali che amano spiccare tra i compagni , ma abbiamo anche una tendenza innata a farci notare, e a farci notare con benevolenza, dai nostri simili. Non si potrebbe immaginare punizione più diabolica, se fosse fisicamente  possibile, di quella di essere lasciato libero nella società e restare del tutto inosservato dai membri di questa”

Harry Stack Sullivan

Harry Stack Sullivan  (autore del testo “Conceptions of Modern Psichiatry”, New York W.W.Norton – 1940) che approfondì la teoria psichiatrica interpersonale, fu un innovatore su questi temi, e proprio per questo,  molto spesso bistrattato dalla comunità conservatrice.

Egli dichiarò che “si acquista la salute mentale nella misura in cui si diventa consapevoli dei propri rapporti interpersonali. Per questo la terapia è ampiamente interpersonale, sia nei fini che nei mezzi”

Carl Rogers

Carl Rogers scrive che: “come fenomeno è stato sia lodato che criticato, ma pochi tra quelli che vi hanno partecipato avrebbero dubbi sul fatto che qualcosa di significativo accade in questi gruppi. La gente non reagisce in maniera neutra all’esperienza intensiva del gruppo. O la si ritiene straordinariamente valida o altamente opinabile. Tuttavia tutti concorderebbero sulla sua efficacia”. (“The process of the basic  Encounter Group” – La Jolla, California – 1966)

Franz Alexander

Nel 1946, Franz Alexander parla dell’importanza dell’Esperienza Emotiva Correttiva”, e dichiara che la situazione di gruppo offre numerose occasioni in più per la produzione di esperienze emotive correttive.

Sempre Alexander, sottolineando l’importanza dell’esperienza emotiva continua dicendo: l’introspezione intellettuale DA SOLA, non è sufficiente. (F.Alexander and T.French “Psichoanalytic Therapy: Principles and Applications – N.Y.Roland Press,-1946  –  F.Alexander “Unexplored Areas in Psichoanalytic Theory and Treatment” – Ed. G.Daniels in New Perspectives in Psychoanalysis:Sandor Rado Lecture-1957-1963 – New York: Grune and Stratton, 1965).

Irvin D. Yalom

In “Teoria e Pratica della psicoterapia di gruppo” ( ed.Boringhieri  1977), Irvin D.Yalom parla del gruppo come MICROCOSMO SOCIALE.

“un gruppo che interagisce liberamente, con poche limitazioni strutturali, si trasforma col tempo in un microcosmo sociale. Intendo dire che, dopo un sufficiente lasso di tempo, ogni paziente comincia ad essere sé stesso, a interagire con i membri del gruppo come interagisce con gli altri nella sua sfera sociale, a creare nel gruppo lo stesso universo interpersonale nel quale ha sempre vissuto….lo “stile” interpersonale di ogni membro si manifesterà nei suoi rapporti  all’interno del gruppo.”

Nel suo testo Yalom, parla del fattore curativo, denominato APPRENDIMENTO INTERPERSONALE, che si fonda su tre premesse:

  1. l’importanza delle relazioni interpersonali
  2. l’esperienza emotiva correttiva
  3. il gruppo come microcosmo sociale

e sulla base di questi tre elementi viene delineato l’effetto terapeutico del lavoro di gruppo in psicologia.

Antonella Giannini

continua con:

Il gruppo introspettivo