Covid-2   Dormirò sol (evitare il contatto)

Covid-2   Dormirò sol (evitare il contatto)

Covid19, pagine virali

(da “Le MaleScelte” – note d’autore

“Caterina si era preoccupata di non lasciar emergere la sua indole gentile e amichevole per aderire allo schema che le avevano imposto i suoi familiari. La critica, sempre in agguato in loro, la rendeva insicura. Questo la portava a diffidare di chi le proponeva una qualsiasi forma di contatto. Vedeva gli altri come nemici. Viveva il mondo intorno a sé come minaccioso e sentiva il bisogno di proteggersi. Difendersi era diventata un’abitudine della quale non riusciva più a fare a meno.“ (Le MaleScelte, Luis Pisoni e Aurora Mazzoldi, Amazon, pag. 20).

 

 Uno schema di non contatto

Caterina viveva in uno schema di non contatto impostole dai familiari. Proviamo simpatia per lei? Non ci ricorda un altro sistema di non contatto, impostoci da “fratello virus”? Le persone, per strada, fanno spesso il giro largo, qualcuno ci guarda con aria di rimprovero se abbiamo la mascherina abbassata. E se uno si sente male, troverà qualcuno disposto ad aiutarlo o sarà lasciato a sé stesso perché possibile  fonte di contagio?

Ma il pericolo è reale: gli altri possono realmente contagiarmi!

E’ vero. Il contatto fisico in tempo di virus va evitato. Anche Caterina doveva difendersi da un ambiente che disprezzava e criticava chi si avvicinava troppo. Anche lei doveva tener conto di un ambiente ostile.

Ma le cose cambiano. lei vive ora in un altro ambiente e, presto, potremo anche noi riprendere i nostri rapporti abituali. E allora, cercheremo di liberarci di una chiusura non più necessaria? O cederemo all’abitudine di chiudere il contatto con gli altri, magari senza neanche accorgercene?

Chiusura selettiva o permanente?

Era accaduto anche a Caterina che, ormai, “Non ricorreva a una chiusura selettiva, limitata a certe persone o situazioni. La sua tensione di difesa, anche a livello muscolare era, col tempo, diventata permanente, quasi una necessità.”

Si fa presto a prendere un abitudine e occorre osservarsi per accorgersene ma, è così importante accorgersene? Che cosa succede se lasciamo perdere perché distratti o presi da problemi più urgenti? Del resto “Tutti hanno delle chiusure automatiche”, lo conferma anche il libro “Le MaleScelte”. E’ vero, ma poi, riferendosi proprio a quelli che non se ne rendono conto, “alcune di queste possono condizionare il loro quotidiano e contribuire al consolidarsi di paure limitanti.”

La conseguenza?

“Nel mondo emotivo, la chiusura può impedirci di avvicinarci di più a persone con le quali vorremmo entrare in contatto. Anche quando ci sembra che tutto ci porti verso un’altra persona, può prevalere il meccanismo di protezione.” 

Le Male Scelte sono spesso inconsapevoli. Come Caterina, non ci rendiamo conto di farle ma, ugualmente, dobbiamo poi subirne le conseguenze.

Luis Pisoni

LOCKDOWN  “EMOTIVO” – il parere della psicologa

(di A.Giannini: psicologa/psicoterapeuta, presidente di Osservatorio Interiore a.p.s.).

 

Possiamo senz’altro riconoscere che il LOCKDOWN fisico ci ha offerto una grande opportunità, ossia quella di poter osservare in concreto come funzionano le chiusure.

Ci siamo dovuti rinchiudere nelle nostre case per sfuggire al virus, e ci siamo anche chiusi alle relazioni con gli altri, perché portatrici di virus anche quelle.

Nella frenesia di chiudere, siamo stati talmente bravi che siamo riusciti a chiudere anche a noi stessi.

Ha iniziato a serpeggiare uno strano distacco, nei confronti delle proprie emozioni e di quelle degli altri.

In questo periodo la mascherina lascia scoperti solo i nostri occhi, eppure anche quelli, spesso, rifuggono il contatto con gli sguardi altrui; come se un semplice contatto oculare potesse provocare chissà che problema.

Siamo riusciti a chiudere il contatto con il nostro mondo interiore e la conseguenza è stata quella valanga di malesseri emotivi che, chi più chi meno, ha iniziato a percepire nel quotidiano della fase 2.

Certo la chiusura emotiva non è un’esclusiva del Covid-19, diciamo che è una fisiologica consuetudine di vita.

E perché si chiude?

Nel caso del virus avevamo paura per la nostra salute fisica, e questo ci ha portato ad una giusta allerta preventiva, ma quando chiudiamo al contatto profondo con gli altri qual è la motivazione?

La motivazione risiede sempre nel MONDO EMOTIVO e nella NON CORRETTA gestione delle nostre emozioni, e nella prossima Pagina Virale approfondiremo proprio questo punto.

(di A.Giannini: psicologa/psicoterapeuta, presidente di Osservatorio Interiore a.p.s.).

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